giovedì 16 maggio 2013

IDEM: LA PAROLA 'SPORT' ENTRI NELLA NOSTRA COSTITUZIONE

«Mi piace essere chiamata Ministra perché a partire dal linguaggio voglio ricordare in tutte le cose il valore delle donne. Mi piacerebbe anche che la parola sport sia con la 'S' maiuscola perché è stile di vita, cultura. Lo sport è il parametro di civiltà dei popoli. Questo è il mio mondo e lo sarà per sempre. Mi piacerebbe che la parola sport sia inserita nella costituzione italiana». Con queste parole, salutate da un convinto applauso dei presenti, il ministro dello Sport, Pari Opportunità e Politiche Giovanili Josefa Idem ha aperto i lavori del 226esimo Consiglio Nazionale del Coni.

«Sono tante le cose che vorrei fare ma ci sono delle priorità - ha spiegato - quella fondamentale è che i nostri figli abbiano diritto di fare attività motoria in luoghi sicuri. L'attività sportiva non deve essere un lusso». Secondo la Idem: «Dobbiamo garantire ai nostri bambini una vera cultura sportiva e per farlo dobbiamo partire dalle scuole primarie perché quello è il luogo deputato». «Sono convinta che il Coni sarà al mio fianco e che anche con la ministra del'Istruzione, Maria Chiara Carrozza, lavoreremo insieme», ha concluso.

«È una grande onore per me in modo particolare avere qui alla sua prima uscita ufficiale Josefa Idem - ha detto il presidente del Comitato Olimpico, Giovanni Malagò - è una di noi, una persona che ha la stima di tutti, che è stata membro di questo consiglio e che ad Agosto ancora lottava per un podio olimpico».

Terminata la visita dell'ex campionessa olimpica di Canoa i lavori del Consiglio sono entrati nel vivo con una polemica nei confronti del mondo del calcio lanciata dal numero uno della Fidal, Alfio Giomi: «È sotto gli occhi di tutti che il momento storico in cui viviamo sia uno dei più complessi ma anche di straordinari cambiamenti. Anche per il nostro mondo, che è uno spaccato della società, è il momento di guardarci dentro senza ipocrisia e dogmi. Perché ad oltre 10 anni dalla fine del Totocalcio e dell'autonomia dello sport ci deve essere una federazione considerata sopra le altre?», ha chiesto Giomi. «Ritengo che il Consiglio debba esprimersi su questo considerando che la situazione è regolata solamente da una delibera di Giunta dei primi anni 2000 e quindi è figlia del nostro mondo e non di un altro - ha aggiunto - È un problema di metodo. Dovrebbe essere lasciata fuori una cifra a disposizione della Giunta per riequilibrare il contributo alle federazioni penalizzate dalla ripartizione».