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giovedì 13 giugno 2013

SESSISMO LINGUISTICO: CONSIGLI PRATICI

Lettera inviata al Corriere della sera dal professor Sergio Lepri, docente di linguaggio dell’informazione e tecniche di scrittura, sul sessismo della lingua italiana.

Prof. Sergio Lepri
Ogni lingua è basata su un principio androcentrico e l’uomo è il parametro intorno a cui ruota e si organizza l’universo linguistico. Là dove è possibile si cerchi di evitare qualche espressione maschilista, anche se storicamente accreditata. Invece di «L’uomo è misura di tutte le cose» si dica «L’individuo…»; invece di «L’uomo della preistoria…» si dica «L’uomo e la donna della preistoria…»; invece di «La storia dell’uomo…» si dica «La storia dell’umanità…».

I casi che capitano più spesso riguardano le cariche e le professioni. I casi più semplici sono quelli dei nomi che hanno la stessa forma al maschile e al femminile; si tratta solo di cambiare l’articolo: «il presidente», «la presidente»; «il preside», «la preside»; «il parlamentare», «la parlamentare»; «il vigile», «la vigile». 

Il problema è facilmente risolubile anche con i nomi che hanno una regolare forma femminile: «senatore» e «senatrice», «amministratore» e «amministratrice», «direttore» e «direttrice», «redattore» e «redattrice»; analogamente per «consigliere» e «consigliera» e per «deputato» e «deputata». 

La soluzione è resa tuttavia difficile da alcune donne che preferiscono la qualifica al maschile: senatrici (Susanna Agnelli, quando lo era) che preferiscono essere chiamate «senatori», direttrici che preferiscono essere chiamate «direttore», presidenti (Irene Pivetti, quando lo era) che preferiscono essere chiamate «il presidente», come se la legittima parità rispetto all’uomo dovesse essere ratificata dalla parallela conquista del suo titolo al maschile. 

giovedì 16 maggio 2013

IDEM: LA PAROLA 'SPORT' ENTRI NELLA NOSTRA COSTITUZIONE

«Mi piace essere chiamata Ministra perché a partire dal linguaggio voglio ricordare in tutte le cose il valore delle donne. Mi piacerebbe anche che la parola sport sia con la 'S' maiuscola perché è stile di vita, cultura. Lo sport è il parametro di civiltà dei popoli. Questo è il mio mondo e lo sarà per sempre. Mi piacerebbe che la parola sport sia inserita nella costituzione italiana». Con queste parole, salutate da un convinto applauso dei presenti, il ministro dello Sport, Pari Opportunità e Politiche Giovanili Josefa Idem ha aperto i lavori del 226esimo Consiglio Nazionale del Coni.

«Sono tante le cose che vorrei fare ma ci sono delle priorità - ha spiegato - quella fondamentale è che i nostri figli abbiano diritto di fare attività motoria in luoghi sicuri. L'attività sportiva non deve essere un lusso». Secondo la Idem: «Dobbiamo garantire ai nostri bambini una vera cultura sportiva e per farlo dobbiamo partire dalle scuole primarie perché quello è il luogo deputato». «Sono convinta che il Coni sarà al mio fianco e che anche con la ministra del'Istruzione, Maria Chiara Carrozza, lavoreremo insieme», ha concluso.