giovedì 31 gennaio 2013

IL DOPPIAGGIO ITALIANO È GIUNTO ALLA SUA FINE?



IL DOPPIAGGIO IN ITALIA: Ha fatto notizia recentemente che la versione in lingua originale sottotitolata - proiettata in una sola sala a Roma - del film Django Unchained, sta facendo ogni sera il tutto esaurito. Mentre, si noti lo squilibrio, in 23 sale si trova lo stesso film doppiato. Fa notizia, cioè, che gli italiani vadano al cinema a vedere film in lingua originale, che comincino a preferirlo al doppiaggio, come fanno in buona parte dell’Europa. Fino a pochi anni fa sarebbe stato impensabile sollevare il problema doppiaggio si o doppiaggio no; oggi si trovano dei sondaggi sulla rete. Un’altra cosa che stupisce è che gli italiani risultano tra gli ultimi per conoscenza della lingua inglese. Che succede? E perché da noi il doppiaggio è più usato che altrove in Europa?

L’Italia, si dice, ha infatti una grande tradizione di doppiaggio, forse la migliore d’Europa: fin da subito questa pratica diventa abituale e applicata a tutti i film cinematografici. Ancora oggi, per vedere un film al cinema in lingua originale si deve andare in qualche cinema d’essai. Non è così in Francia (dove usano molto i sottotitoli) o in Inghilterra (dove usano esclusivamente i sottotitoli). Ci sono delle precise ragioni storico-sociali per cui da noi si usa invece ancora moltissimo il doppiaggio: l’analfabetismo, all’epoca del cinematografo, era diffusissimo, specie al sud. Leggere i sottotitoli, se sei analfabeta, può risultare difficile. Dalla necessità è nata un’arte, ci siamo specializzati nel doppiaggio, ne abbiamo fatto un’arte mentre per gli altri rimane un lavoro d’ufficio, più o meno artistico, ma “passivo”.

Oggi che nessuno, o quasi, è analfabeta,  è quindi rimasta la consuetudine di doppiare i film, credo, per la bravura con cui i nostri doppiatori lavorano. Il nostro doppiaggio è davvero, io credo, un motivo di orgoglio, la grande esperienza e tradizione che ha, ormai, la scuola dei nostri doppiatori. In alcuni casi, non pochi a mio parere, siamo riusciti persino a migliorare l‘originale: il gatto Romeo, degli Aristogatti, romano, risulta molto più divertente (certo, solo per gli italiani) dell’originale Thomas O’malley, irlandese. Romeo in Italia diventa un emigrante, un gatto dei Fori, assume un carattere particolare la stessa parlata romana, per suggestione pasoliniana, e diventa emblema della sua libertà povera, in contrasto con l’italiano legato della nobile Duchessa.

carta del doppiaggio in Europa
L'ARTE DEL DOPPIAGGIO: Quando si traduce un film straniero bisogna tener conto di certe cose assai difficili. La durata della frase in lingua originale rispetto all’italiano: se ci fate caso nei film francesi parlano spesso tutti velocissimo, risultando ancora più nevrotici di quanto siano nella versione originale. Nei film orientali parlano lentamente, facendo associazioni improbabili in Italiano. Poi, bisogna guardare il labiale: non è difficile accorgersi nei film in inglese, quando un attore dice “adesso”, che la sua bocca fa in realtà “now”, e la terza sillaba sta fuori dal movimento delle labbra. Lì sta la bravura non solo attoriale del doppiatore, è tutta una questione di tempo per rendere il meno evidente possibile il problema. Poi, rendere in italiano i diversi strati linguistici della lingua originale: come rendere ad esempio l’accento italiano di un personaggio in un film americano? Noi abbiamo trovato la soluzione di dargli un forte accento genericamente del sud (un po’ siciliano, un po’ napoletano). E ci sono infiniti esempi: Willy, il bidello scozzese e rozzo dei Simpsons, l’abbiamo fatto diventare sardo. Poi, trovare una voce che stia bene sul volto e sul carattere del personaggio originale... ecc.

Si è creata negli anni una vera e propria lingua parallela, il “doppiaggese”, che per rendere in italiano certi modi di dire, specie americani, inventa con buona creatività nuove parole e locuzioni. Il “verdone”, “un soldo per i tuoi pensieri”, “ehi amico”, “perdente”, “fanculo tutto questo”… e altre che ora non mi vengono in mente. A priori non c’è niente di male che questa lingua influenzi l’italiano standard, anzi è forse persino una fonte di arricchimento.

IL PROBLEMA: Ma da qualche anno succede qualcosa di preoccupante, dal punto di vista artistico come dal punto di vista linguistico. Per il primo aspetto, basterà accennare al problema dei titoli; non sono rare traduzioni scandalose, specie negli ultimi anni. Per l’aspetto linguistico, nei film ad alta distribuzione si trovano sempre più spesso congiuntivi sbagliati, e lo dico per esperienza diretta; il fenomeno è recente e, mi pare, ancora ragionevolmente raro: ma è solo l’inizio. Molto meno raro ma altrettanto recente è l’impiego di parole inglesi trasportate di peso nel doppiaggio italiano, consuetudine praticamente nulla fino alla fine degli anni ’70.  Di recente, non riesco a ricordare in che film americano di guerra, chiamano il carro armato “tank”… ma non era sempre stato il “carro armato” ??

A questo volevo arrivare: il doppiaggio italiano sta a mio avviso perdendo colpi. Ovviamente non è perché la lingua usata nei film diventa man mano peggiore, che la gente preferisce i film in lingua originale. È probabile che l’uso di internet, e il pirataggio di serie e film americani, abbiano giocato un ruolo ell’abituare i più giovani ai sottotitoli; ma, soprattutto, se la traduzione non è buona – e non è “artistica” – è molto meglio vedere il film in lingua originale. Così come fanno i francesi, e i tedeschi; che non hanno la tanto decantata maestria dei nostri doppiatori.

Infine, dicono molti cineasti che vedere il film in lingua originale è molto meglio; io dico che è vero se conosci la lingua; e soprattutto che dipende dal film. Se vado al cinema a vedere Spider-man 14 – dove il dialogo è quasi una pura guarnizione all’immagine – i sottotitoli mi distraggono gli occhi senza che il senso dell’opera ne giovi. Un film “d’autore”, probabilmente, è meglio guardarlo in lingua originale... credo. Cioè come fanno in Europa; dove mettono i sottotitoli quasi esclusivamente ai film "d'arte".

Ma se doveste votare, come votereste, doppiaggio si o doppiaggio no?

Ant.Mar.