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giovedì 16 maggio 2013

IDEM: LA PAROLA 'SPORT' ENTRI NELLA NOSTRA COSTITUZIONE

«Mi piace essere chiamata Ministra perché a partire dal linguaggio voglio ricordare in tutte le cose il valore delle donne. Mi piacerebbe anche che la parola sport sia con la 'S' maiuscola perché è stile di vita, cultura. Lo sport è il parametro di civiltà dei popoli. Questo è il mio mondo e lo sarà per sempre. Mi piacerebbe che la parola sport sia inserita nella costituzione italiana». Con queste parole, salutate da un convinto applauso dei presenti, il ministro dello Sport, Pari Opportunità e Politiche Giovanili Josefa Idem ha aperto i lavori del 226esimo Consiglio Nazionale del Coni.

«Sono tante le cose che vorrei fare ma ci sono delle priorità - ha spiegato - quella fondamentale è che i nostri figli abbiano diritto di fare attività motoria in luoghi sicuri. L'attività sportiva non deve essere un lusso». Secondo la Idem: «Dobbiamo garantire ai nostri bambini una vera cultura sportiva e per farlo dobbiamo partire dalle scuole primarie perché quello è il luogo deputato». «Sono convinta che il Coni sarà al mio fianco e che anche con la ministra del'Istruzione, Maria Chiara Carrozza, lavoreremo insieme», ha concluso.

giovedì 2 maggio 2013

Oggi è definitivamente morta la lingua italiana del calcio.

Articolo di Andrea Piso, su itasportpress.it

Oggi ho definitivamente assistito alla morte della lingua italiana anche nella terminologia calcistica.
Sono un italiano, un italiano vero...
Non ci posso fare nulla, ma trovo imbarazzante oltre ogni misura l’uso spropositato di questi neologismi che non fanno altro che essere “calchi” di lingue straniere.
I termini remontada, triplete, in the box, danno enfasi alle mie considerazioni, in virtù di un’esaltazione che l’italiano generico medio continua a portare avanti nei confronti di idiomi che non corrispondano al suo. Ma perché? Forse è vero che nel nostro Paese siamo sempre stati abituati a subire il “fascino” del diverso, dell’esotico o di qualcosa che esulasse dalla nostra identità nazionale.
Assolo, doppietta...triplete
Forse fa più fighi dire che l’Inter ha vinto il triplete, anziché banalizzare il concetto con un modesto italianismo quale “tripletta”; probabilmente sarà frustrante dover dire che il Real Madrid non è riuscito nell’impresa della Rimonta, ma se asserisci che trattasi di Remontada, beh le cose cambiano e magari l’impatto mediatico ed emozionale risulta più affascinante.
Io di affascinante non vedo nulla nel sapere che la Patria di Dante, Petrarca, Foscolo e Leopardi debba annichilirsi dietro ipocriti gesti di esterofilia, che non fanno altro che depauperare la nostra identità e la nostra storia.
Ho vissuto tanti anni in Spagna (già, la Patria del Triplete…), e posso assicurarvi che il popolo spagnolo evita qualsivoglia uso di termini stranieri: pensate che se a Madrid voglio acquistare il celebre panino “hot dog”, dovrò chiedere un perrito caliente (traduzione letterale di cane caldo), così come se devo comprare un computer dovrò chiedere un ordenador.
Forse il mio essere così retrogrado non mi consente stare al passo coi tempi, ma ho amato troppo Manzoni per permettermi tali scempi.