lunedì 24 giugno 2013

DALL'INSULTO AL FEMMINICIDIO? IL PASSO È BREVE...

Cecilia Robustelli
Leggo questa breve lettera scritta da Cecilia Robustelli al sito News.it, a proposito della discriminazione sessista nell’insultare le donne. Riporto il vergognoso finale a cui giunge Robustelli, con un salto logico degno di una vera e propria propaganda.

"La discriminazione linguistica, tanto più quando avviene con linguaggio oltraggioso, ingiurioso e offensivo, con pesanti connotati sessisti, implica la svalutazione della donna e si configura come una vera e propria violenza: da qui al femminicidio il passo, purtroppo, è breve." (vai all'articolo)

Si, avete capito bene, se chiamate una donna "zoccola" siete a un passo dall'ucciderla. Un passo breve. A me sembra che affermando cagate di questa entità l'unico passo breve sia verso il fascismo. Ma non posso dirlo, se no sono uno che considera le donne oggetti, le odia e che vuole ucciderle tutte. Anche dire "frocio" allora è poco meno che uccidere una persona. e "negro". Quindi, solo gli uomini, bianchi, eterosessuali possono essere insultati senza il rischio di ucciderli, perché gli unici assassini violenti sono loro. IO sarei un assassino violento.

Rivendico il diritto di rispondere "zoccola" a chi mi chiama "palle mosce", e in generale rivendico il diritto alla volgarità, alla rabbia, all'odio e persino a una sana forma di violenza. Questo è l'essere umano, che vi piaccia o no. 

Basta con tutti questi benpensanti che vogliono renderci dei robot made in USA. (l'America - la cultura anglosassone - c'entra, c'entra eccome).

Ant.Mar.