RENZIE : Sin dalla dichiarata
intenzione di “rottamare” la vecchia
politica, Renzi si presenta come un “giovane”, il nuovo che avanza e tutto
i resto; vuole farci credere di rappresentare la possibilità di un cambiamento nell’ottusa
e arrugginita società italiana. E ovviamente, con un’associazione di idee che è tutt’altro che giovane, e molto
provinciale o arciitaliana, giovane da
noi vuol dire ‘mezzo americano’. Potrei introdurre l’argomento richiamando
scherzosamente l’ormai noto miscuglio, provincialissimo e creato ad arte, tra
la figura di Renzi e Fonzie, raggrumato in RENZIE.
Un americano a Firenze. Alberto sordi era ‘mericano; Renzi è piuttosto “amerihano”, con la gorgia.
“Cos’è la destra, cos’è la
sinistra”, si chiedeva Gaber; a seguire la logica di quella canzone, di sicuro
l’America non era molto di sinistra una volta, ma soprattutto uno come Fonzie è… “sempre in fondo a destra”, in
quello che lui chiamava il suo ‘ufficio’.
Ma andiamo al punto: Renzi è
talmente amerihano da aver proposto,
come sua prima azione significativa da novello segretario de PD, niente popò di meno che un “job (o jobs, o job’s) act”. In Italia, dove, sembra ci sia bisogno di ricordarlo, si parla italiano, un politico concittadino di Dante, e italofono, fa un job act.
Una sola parola, ben sillabata: Ri-di-co-lo.
Come ridicola era (è) la Spending Review
(cfr articolo). Ridicolo per almeno 3 motivi.






