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| Mariastella Gelmini |
IL PERCORSO: Tutto comincia più di trent’anni fa. Nel 1980, quando nelle università italiane gli insegnanti vennero
divisi tra professori di cattedra, associati e ricercatori, quelli di lingue straniere vennero
considerati tra i non titolari di cattedra.
Una decisione contro cui si espresse anche la Corte Europea di Giustizia che, nel 1989, ha riconosciuto come discriminatorie le leggi italiane, le
quali negavano ai lettori di lingua straniera perfino l’assicurazione sanitaria
e la pensione.
Nel 1995,
poi, in risposta alle pressioni dell’Assli
(Associazione dei lettori stranieri in Italia), il governo offrì un contratto a
tempo indeterminato docenti anglosassoni, ma al tempo stesso riformò il loro
status inquadrandoli come “collaboratori
linguistici esperti”, fuori dal corpo docenti.
Fino al 2010,
quando la ministra Gelmini propose
una nuova legge che ha ribadito lo
status separato dei lecturers e
al tempo stesso estinto tutte le cause legali relative a questa vicenda.
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| David Lidington |
OGGI: Il ministro britannico per l’Europa David Lidington, durante
un’interrogazione parlamentare, ha
denunciato la discriminazione
subita dai docenti inglesi nelle università italiane definendo il comportamento del nostro Paese “inaccettabile e illegale”.
La Gran Bretagna potrebbe quindi decidere di escludere gli studenti italiani dai propri programmi
Erasmus in risposta alle decurtazioni dallo stipendio dei lettori di
lingua inglese, previste da una norma voluta dall’ex ministro Gelmini e
applicata da diversi atenei italiani.

