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giovedì 11 luglio 2013

BREVETTO EUROPEO - SQUINZI: "DIFESA LINGUE NAZIONALI IRREALISTICA"



IL FATTO: Lo scorso dicembre L’Ue aveva unificato le regole per il deposito e la registrazione del brevetto unico europeo (cfr articolo). L’idea era di tagliare i tempi di approvazione, dovuti anche, e in parte, alla traduzione, facendo un brevetto europeo in sole tre lingue, ovviamente inglese, francese e tedesco. All’accordo avevano aderito infatti solo 25 paesi su 27 (cfr articolo): L’Italia e la Spagna, i due paesi più agguerriti per quel che riguarda la tutela e rappresentanza dea loro lingua a Bruxelles hanno denunciato, come hanno sempre fatto, il trilinguismo europeo, e hanno deciso di non aderire all’accordo facendo ricorso.

Ma la Corte di giustizia dell’Ue respinse i ricorsi di Italia e Spagna al pacchetto legislativo (sentenza nelle cause riunite C‑274/11 e C‑295/11, Spagna e Italia / Consiglio), ritenendo infondata l’argomentazione dei due Stati. Secondo noi e secondo gli spagnoli, infatti, la tutela conferita da tale brevetto unitario non apporterebbe benefici in termini di uniformità, e dunque di integrazione rispetto al brevetto europeo (garantito dal diritto nazionale). La Corte di giustizia risponde che invece il brevetto unitario sarebbe concepito per conferire una tutela uniforme sul territorio di tutti gli Stati membri partecipanti alla cooperazione rafforzata, e non vuole quindi arrecare danno al mercato interno di nessuno, né alla coesione economica, sociale e territoriale dell’Unione. Inoltre, secondo la Corte, non lede le competenze i diritti e gli obblighi degli Stati membri che non partecipano alla cooperazione rafforzata.

sabato 20 aprile 2013

BREVETTO EUROPEO: RESPINTO RICORSO ITALIA E SPAGNA. COSA CI RESTA DA FARE?

Ufficio Brevetti Europeo, segnaletica nelle tre lingue dominanti.
IL PRECEDENTE: Tempo fa ne avevamo parlato (cfr articolo): la polemica sulla lingua da usare per la creazione del brevetto unico europeo non cessa, nonostante il lungo tempo trascorso. L’Ue, a dicembre scorso, ha disciplinato con regole uniformi il deposito e la registrazione del brevetto unico europeo. Uno strumento che per una volta era riuscito a mettere d’accordo quasi tutti. Quasi. All’accordo hanno aderito infatti solo 25 paesi su 27. Chi è rimasto fuori dal coro? L’Italia e la Spagna, che si sono messe di traverso, come sempre, davanti all’adozione del trilinguismo inglese-francese-tedesco; e hanno fatto ricorso.

OGGI: La Corte di giustizia dell’Ue respinge i ricorsi di Italia e Spagna al pacchetto legislativo (sentenza nelle cause riunite C‑274/11 e C‑295/11, Spagna e Italia / Consiglio), poiché ritiene infondata l’argomentazione dei due Stati, secondo cui la tutela conferita da tale brevetto unitario non apporterebbe benefici in termini di uniformità, e dunque di integrazione rispetto al brevetto europeo (garantito dal diritto nazionale). Il brevetto unitario sarebbe concepito invece per conferire una tutela uniforme sul territorio di tutti gli Stati membri partecipanti alla cooperazione rafforzata, e non vuole quindi arrecare danno al mercato interno, alla coesione economica, sociale e territoriale dell’Unione. Inoltre, secondo la Corte, non lede le competenze i diritti e gli obblighi degli Stati membri che non partecipano alla cooperazione rafforzata.